PICROFT – L’ASSITENTE VOCALE OPEN SOURCE SUL RASPBERRY PI

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Tra i progetti open source che adoro di più in assoluto c’è sicuramente Mycroft l’assistente vocale open source, e devo dire che ci ho dedicato non poco tempo per testarlo e conoscerlo un po’ meglio. Infatti, sono riuscito a farlo parlare in italiano e la cosa mi ha dato molte soddisfazioni, tuttavia credo che questo software abbia da fare ancora tanta ma tanta strada, non perché funzioni male rispetto agli altri assistenti vocali commerciali, anzi proprio quell’aspetto funziona abbastanza bene, ma una documentazione sparsa tra in meandri della rete e spesso non aggiornata, e una community non tanto attiva, sicuramente ostacolano i nuovi utenti che vogliono provare Mycroft per la prima volta, a cominciare proprio dall’installazione. Fortunatamente per facilitare un pochino le cose almeno su Raspberry Pi il team Mycroft a rilasciato Picroft.

picroft

Picroft

Picroft è semplicemente una distribuzione linux basata su Raspbian Buster Lite con al suo interno Mycroft pronto all’uso, ma poterlo utilizzare al meglio avremo bisogno di :

  • Raspberry Pi 3 o 4
  • Connessione ad internet
  • Micro SD da minimo 8 giga
  • Microfono USB
  • Casse analogiche o usb da collegare al raspberry
  • Tastiera
  • Monitor

Non tutti i microfoni USB sono supportati consultare sempre la guida ufficiale

La Redazione

Installazione

L’installazione come al solito è molto semplice basta scaricare il file immagine da sito ufficiale e creare una micro SD avviabile da inserire sul Raspberry Pi.

Sul sito ufficiale troviamo 2 file, immagine uno è il file immagine stable (stabile) mentre l’altro è la versione release candidate (candidata ad essere stabile), provate quella che preferite

La Redazione

Avvio

Una volta che avremo inserito la scheda usb sul Raspberry sara possibile iniziare ad usare sin da subito Mycroft con tutte le difficoltà del caso. Io stesso ho scritto alcuni tutorial su questo blog e ne continuerò a scrivere altri, ma come ho scritto poche righe più su la documentazione è un po’ scarsina e quello che scrivo si basa sulle mie esperienze, infatti personalmente ho preferito installare manualmente Mycroft sul Raspberry pi, e su una versione più aggiornata di Raspbian in modo da capire qualcosina il più, perchè vedo che lo sviluppo è un tantinello lentino.

Conclusioni

Se volete mycroft (quasi) pronto all’uso Picroft è la soluzione che fa per voi, ma non è tutto oro ciò che luccica, un minimo di configurazione, la lettura della documentazione, e l’utilizzo del terminale sono sempre necessari, e se siete interessati all’argomento, e vi va di testare questo software insieme a me, potete iscrivervi al mio gruppo telegram.


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