HOME ASSISTANT – LA DOMOTICA OPEN SOURCE

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Home assistant è un software open source che ci permette di rendere domotica e quindi automatizzare la nostra casa. Non è la prima volta che questo straordinario software cattura la mia attenzione, dopotutto per un nerd come me avere una casa automatizzata in stile tony stark, potete tranquillamente immaginare quanto mi possa stuzzicare soltanto l’idea, se poi il tutto è pure da configurare secondo le mie esigenze quindi come piace a me, e open source in modi che si possa mettere mano al codice, allora la cosa oltre a stuzzicarmi è da provare assolutamente.

Home Assistant

Questo articolo non sarà un tutorial, ma piuttosto un introduzione al mondo di Home Assistant, ma non perché non mi piaccia, ma semplicemente perché è un software che va approfondito, quindi non basterebbe un solo articolo ma fortunatamente e anche abbastanza famoso e ci sono siti specializzati che possono rispondere a tutte le domande possibili, oltre a numerose comunità italiane che aiutano l’utente sia nell’installazione che nella configurazione del software.

Quello che limiterò a fare io invece è cercare di dare una panoramica generale e cercare incuriosirvi, Home Assistant non ha nulla da invidiare gli impianti di domotica commerciali, tuttavia è sempre da considerarsi per smanettoni, perché sia la sua configurazione che la manutenzione non è proprio alla portata di tutti.

Non che sia difficile, anzi è proprio il contrario, ma è un software che si aggiorna in continuazione, proprio per questo bisogna conoscere esattamente quello che si fa per non perdere qualche integrazione o qualche configurazione, ovviamente nessuno obbliga ad aggiornare, ma come sappiamo tutti un software aggiornato è potenzialmente anche un software più sicuro, e la sicurezza deve essere una caratteristica cardine in un software che gestisce una casa non credete?

home assistant

Installazione

La prima cosa da sapere se volete intraprendere l’avventura di installare Home Assistant è che è disponibile praticamente per qualsiasi piattaforma da Microsoft Windows a Raspberry Pi, ma gli sviluppatori consigliano di installarlo su una macchina dedicata, quindi il mio personalissimo consiglio e di procurarvi un Raspberry pi e fare li l’installazione per via dei bassi consumi, ma ognuno è libero di scegliere la piattaforma che preferisce.

L’installazione su Raspberry pi ha anche un altro pregio quella di essere molto ma molto semplice, infatti basta seguire le istruzioni sul sito ufficiale , che in buona sostanza dicono di utilizzare balena etcher per installazione, esattamente come qualsiasi distribuzione linux che vogliamo mettere su chiavetta usb.

Una volta fatto questo, basterà inserire la SD sul raspberry collegato alla rete locale e attendere una ventina di minuti. Per accedere all’interfaccia di Home Assitant avremo bisogno di un altro dispositivo ( un pc, uno smarphone, ecc) sempre collegato alla rete locale e dotato di un web Browser nel quale dovremo inserire l’indirizzo http://homeassistant.local:8123. La prima cosa che ci chiederà di fare è di impostare un utente e password e sceglietela bene la password, perché con le opportune integrazioni e configurazioni sarà possibile accedere da remoto (quindi fuori casa) a Home Assistant.

Una volta avviato e effettuato le primissime configurazioni ( ora locale, nome utente ,ecc ) Home Assistant sarà in grado di rilevare automaticamente tutti i dispositivi connessi alla rete locale o almeno quelli che si sanno presentare bene ( passatemi il termine ).

Se ci sono stati dei dispositivi rilevati in Home Assistant sarà possibile configurarli facilmente tramite comoda interfaccia grafica.

Configuration. yaml il cuore di Home Assistant

La domanda nasce spontanea, e se il software non vede automaticamente gli altri dispositivi che si fa? E qui veniamo alla parte più smanettona della configurazione di Home Assistant, ovvero il file che contiene le configurazioni di Home Assistant.

Per accedere e editare questo file abbiamo 2 possibilità, la prima è tramite l’installazione di un plugin sull’interfaccia stessa del software, la seconda è tramite il buon vecchio SSH, ma anche in questo caso avremo bisogno dell’installazione di un plugin che permette di fare questa operazione.

È inutile dire che configuration. yaml segue una sua sintassi, quindi bisognerà studiarla un pochino e prenderci al mano, ma fortunatamente nulla di difficile, e l’editor di testo integrato nel software ci dirà se abbiamo fatto errori.

integrazioni

I dispositivi che possiamo integrare in Home Assistant sono i più disparati, ip cam, condizionatori, rilevatori di umidità, Smartphone, smart TV e molto altro, ma non solo è possibile integrare moltissimo software open source come ad esempio kodi, Plex, VLC, Mycroft solo per citare i più famosi per avere un’idea potete vedere qui

Automazioni

Ma Home Assistant non sarebbe un vero software per la domotica se non permettesse di far comunicare tra di loro i vari dispositivi e automatizzarli.

Ad esempio possiamo dire al software di accendere le ipcam automaticamente quando noi siamo fuori casa, o di spegnere le luci quando non viene rilevato nessuno in una stanza o addirittura di mandarci una notifica quando passa un bus in una determinata fermata.

Le possibilità sono praticamente infinite, ed è tutto realizzabile tramite comoda interfaccia grafica, o se si vuole e se si è abbastanza esperti, editando un file di configurazione.

Aggiornamenti

Qui tocchiamo uno dei punti di forza ma anche una grossa mancanza, ovvero gli aggiornamenti. Home assistant riceve aggiornamenti continui e questo lo rende potenzialmente molto sicuro, ma è anche vero che alcuni aggiornamenti importanti, possono far saltare qualche configurazione costringendoci a rieditare qualcosa in maniera corretta, non stiamo parlando di nulla di complicato, ma bisogna stare dietro al software e a qualcuno potrebbe non piacere


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